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3 giugno 2026

Oltre 10 anni di mondo IT: cosa e come è cambiato?

Come è cambiato il settore tech rispetto a 10 anni fa? I più senior di noi c’erano e ci raccontano l’evoluzione dello sviluppo del software.

Tech

In principio c’era Windows Phone. Ma non solo: c’erano anche Objective-C per iOS e Java per Android. Erano altri tempi, che le nuove leve dello sviluppo ーforse per loro fortunaー non hanno mai conosciuto.


Quando è nata Mabiloft, o meglio, quando tre ragazzi hanno deciso di mettersi a fare app da freelance nella mansarda della casa dei genitori di uno di loro, il mondo dello sviluppo software era ben diverso da quello di oggi.


Era il 2014 e costruire software voleva dire scontrarsi con aspetti tecnici macchinosi:

  • Lavorare su mobile significava spesso usare linguaggi nativi.
  • C’erano meno framework web, con stack più semplici (HTML, JavaScript, jQuery, PHP).
  • Le librerie fatte e finite e gli standard condivisi non erano ancora parte del gioco.
  • Il lavoro era spesso duplicato per piattaforme diverse, con conseguente doppio lavoro di progettazione, sviluppo e test.


Sono passati più di dieci anni e questi problemi sono ormai nel dimenticatoio. Cosa è cambiato nel frattempo? E qual è invece la sfida oggi, nel 2026?


Cosa è cambiato dal 2014 nello sviluppo software

Mabiloft nasce come S.N.C. nel 2018 e diventa S.R.L. nel 2020. Si è evoluta la società, ma anche il lavoro svolto. Costruire software è diventato sempre meno un lavoro di artigianato faticoso e sempre più un atto di ingegneria ben attrezzata.


A far la differenza sono stati strumenti più avanzati:

  • Framework solidi
  • Soluzioni open-source
  • Strumenti cross-platform
  • Distribuzione su cloud


Il primo passo avanti è stato React Native, che ha consentito di utilizzare la stessa codebase sia per Android che per iOS, anziché di dover costruire due app separate. 


In seguito, per noi il grande salto è arrivato con Flutter: non solo una base condivisa, ma anche un maggior controllo sull’esperienza dell’utente e un codice di qualità.


Ma non è solo lo sviluppo mobile ad aver visto una maturazione. Anche nel web, si è passati da “fare siti” a costruire veri e propri prodotti digitali, completi sotto ogni aspetto: dall’onboarding alla dashboard, passando anche per l’attenzione alla performance e all’accessibilità.


In pratica, se prima sviluppare un’app, mobile o web, equivaleva a dover allevare la gallina per fare un omelette, oggi possiamo semplicemente prendere le uova dal frigo. Anzi, grazie all’intelligenza artificiale, ormai l’omelette arriva praticamente in tavola da sola.


L’IA è l’ultimo grande upgrade per noi sviluppatori. Ha accelerato ogni aspetto del nostro lavoro:

  • Ha facilitato la costruzione di prototipi
  • Ci assiste nella scrittura del codice
  • Aiuta a trovare e risolvere più velocemente i bug
  • Ci evita di sprecare tempo nella documentazione del codice


Ma si tratta di un’arma a doppio taglio. Perché se da un lato tutto è più veloce e automatizzato, d’altro canto è messo in risalto tutto ciò che è responsabilità umana: la comprensione del contesto del prodotto, ad esempio.


Quali sono le sfide di oggi: costruire in maniera umana

La vera evoluzione a cui abbiamo assistito, però, non è quella delle tecnologie. Negli anni, infatti, abbiamo visto che il cambiamento radicale è stato soprattutto nella cultura di prodotto.


Forse una volta per sviluppare una nuova feature era sufficiente che questa funzionasse; l’app non si rompe? Il pulsante fa quello che ci si aspetta? Allora tutto a posto. Ma oggi non è più così. Ogni feature è soppesata nell’ottica degli obiettivi di business, deve essere sostenibile a lungo termine, produrre un output misurabile e apportare qualcosa al prodotto.

L’intelligenza artificiale ha ridotto il costo dello sviluppo, ma non il costo delle decisioni sbagliate. Se scrivere codice è ormai quasi banale, non lo è affatto sapere cosa costruire, e come non farlo alla cieca.


Gli aspetti da tenere in conto, quando si progetta una nuova funzionalità, sono molteplici: la feature migliora l’esperienza dell’utente? È in linea con le priorità del prodotto? Oggi si ha meno a che fare con problemi tecnici, ma sempre più spesso con la necessità di prendere la direzione giusta.


E non si tratta solamente di un problema a livello di singole feature. Perché laddove l’ostacolo tecnico è stato abbattuto, sempre più persone e aziende hanno accesso allo sviluppo del software. Perciò c’è da chiedersi come può un prodotto emergere tra migliaia di altri prodotti che nascono ogni giorno.


La strategia, in pratica, è la sfida della nuova generazione di sviluppatori. Si tratta quindi di un aspetto fortemente umano dello sviluppo, che richiede di conoscere gli utenti, comprenderne i bisogni reali e tradurli in scelte di prodotto consapevoli.


Anche Mabiloft ha vissuto ogni fase di questo viaggio. Eravamo, e restiamo, sviluppatori, ma oggi siamo anche progettisti di prodotto, in grado di trasformare un’idea in un prodotto pensato, con business plan ben delineato e che genera un impatto positivo sull’utente finale. In attesa di ciò che ci aspetta in futuro.


E tu? Stai sviluppando un nuovo prodotto digitale? Se vuoi chiederci una consulenza, scrivici senza impegno.