Persona frustrata al computer

24 febbraio 2026

I 6 motivi per cui la tua app non cresce e come farla funzionare

Hai un’app che non cresce? In Mabiloft abbiamo visto decine di applicazioni così: scopri come far funzionare la tua app e scalare gli store.

Insights

Come software house, il nostro lavoro non termina una volta che l’applicazione che abbiamo sviluppato viene lanciata sul mercato. Non ci occupiamo solamente di costruire app mobile e web, ma anche di farle funzionare.


Ogni giorno però arrivano da noi founder scontenti, che si accorgono che le loro applicazioni non crescono, non portano profitto. Alcune sono applicazioni appena approdate al mercato; altre invece sono il frutto di decine di migliaia di euro investiti. Alcune possono vantare milioni di utenti; altre un buon numero di download, ma pochissimi utenti attivi.


Nella nostra esperienza, abbiamo imparato a individuare quali sono i problemi di un’applicazione che portano a una crescita stagnante e, alla fine, ad abbandonare il progetto. Ma soprattutto, abbiamo capito quali sono i punti su cui lavorare per costruire un prodotto digitale di successo. Scoprilo anche tu, leggendo questo articolo.


Come sapere se la tua app non sta funzionando

Come ci si accorge che un prodotto digitale non converte? Ci sono degli indicatori che possono facilmente essere osservati:

  • C’è un problema nell’acquisizione di nuovi utenti.
  • Le conversioni sono scarse: gli utenti vedono l’applicazione sullo store, o visitano la landing page, ma non scelgono il prodotto.
  • La retention è bassa: gli utenti scaricano l’app, ma poi non continuano ad utilizzarla.
  • Molti utenti smettono di usare il prodotto, o smettono di pagare l’abbonamento, alzando il churn rate.


Ma cos’hanno in comune le app che “non funzionano”? Spesso non si tratta di cattivi prodotti. L’idea è buona, il design è funzionale e anche i feedback ricevuti non sono negativi. Spesso il problema risiede in pochi errori, ma fatali, che allontanano l’utente dal prodotto.


Una scarsa progettualità è sufficiente a far fallire anche la migliore delle idee. Non è quindi sufficiente che ci sia la bontà dell’idea alla base per sviluppare un prodotto che funzioni, attragga gli utenti e riesca anche a farli restare; è necessario adottare anche una buona strategia.


I 6 errori da non commettere se vuoi far crescere il tuo prodotto digitale

In Mabiloft ogni giorno ci confrontiamo con centinaia di applicazioni diverse. Abbiamo però riconosciuto un pattern: ci sono degli errori comuni che affossano applicazioni che nascono dalle migliori premesse.


Se vuoi che il tuo prodotto cresca, anziché rientrare nella triste statistica delle startup che falliscono entro pochi anni, ecco cosa NON devi fare.


Non validare l’idea prima di iniziare

Hai parlato con diverse persone del tuo progetto, e tutte ti hanno detto che l’idea era veramente ottima, ma ora che l’hai immesso sul mercato, a nessuno interessa investirci. Perché avviene?


Si tratta di una situazione comune, che spesso ha una causa sottostante ben chiara: la validazione non era ben fatta. L’errore, spesso, è quello di farsi guidare dalla propria intuizione, senza confermarla con i dati.


Perché la tua applicazione funzioni deve risolvere un problema vero, rispondere a un’urgenza, e meglio ancora se lasciarlo irrisolto costa tempo o soldi ai tuoi potenziali utenti. Solo in questo modo potrai garantire che ci sia qualcuno in trepidante attesa del tuo prossimo rilascio.


Ascoltare le opinioni dei potenziali utenti, non i loro comportamenti

Magari starai pensando: “Ma io ho già parlato con molte persone, e tutte mi hanno detto che l’idea era buona; non è sufficiente come validazione?”. Dipende. 


Innanzitutto, evita di chiedere un’opinione a persone che ti conoscono e ti stimano. Il feedback che otterrai sarà falsato e poco utile. Le persone giuste a cui chiedere sono:

  • Persone che non conosci e che non hanno paura di ferire i tuoi sentimenti.
  • Persone a cui l’applicazione possa rivolgersi, che sperimentano in prima persona il problema che miri a risolvere.


Inoltre, non basta chiedere “cosa ne pensi di questo progetto”. Anzi, l’idea risolutiva, in sé, è solamente l’ultimo step, e può in alcuni casi persino essere omesso. Anziché puntare all’opinione, ciò che è veramente importante scoprire è come si comporta la persona di fronte a questa problematica.


Ciò che devi mirare a comprendere dai tuoi potenziali utenti è:

  • Quanto spesso sperimentano questo problema
  • Quanto il problema incida sulla loro vita quotidiana, in termini di costi e tempi
  • Che soluzioni adottano al momento per mettere una pezza alla situazione
  • Cosa non funziona delle soluzioni che già hanno a disposizione


Solo rispondendo a queste domande potrai capire se il problema è veramente invalidante e se la risposta che offre il tuo prodotto digitale è una misura di contenimento adeguata. Una caratteristica comune delle app che funzionano è quella di conoscere l’utente meglio di quanto lui conosca sé stesso.


Non saper identificare i propri competitor

Capita a volte che, quando parliamo con dei founder e chiediamo loro chi siano i loro competitor, questi ci rispondano che non ne hanno. Per noi, questa è una grande red flag: sottovalutare gli altri tool sul mercato è uno dei peggiori errori per un founder.


Ogni applicazione ha dei competitor, più o meno diretti. Un competitor non è necessariamente un’altra applicazione che svolge la stessa funzione. Talvolta può anche essere un’applicazione che fa tutt’altro, ma che in definitiva risolve lo stesso problema.


Mettiamo caso che tu abbia sviluppato un’applicazione che le persone possono usare per farsi leggere ogni sera delle storie, generate su misura dall’IA, per addormentarsi. L’idea è alquanto originale ed effettivamente è difficile che in circolazione ci siano altre app che fanno altrettanto.


Eppure, la lista dei competitor per un prodotto di questo tipo non è breve: ci sono altre applicazioni per la meditazione, come Calm, che risolvono lo stesso bisogno, applicazioni come YouTube o Spotify che offrono compilation di rumori bianchi da ascoltare per prendere sonno; persino il settore dell’editoria diviene una valida alternativa.


Certo, nessuno di questi integra l’intelligenza artificiale, ma questo è indifferente. Un competitor, per essere tale, non deve necessariamente adottare la stessa soluzione. La gara si gioca su chi risponde meglio all’esigenza dell’utente.


Temere di rivolgersi a una nicchia di utenti

Molte app nascono con l’idea di essere “utili per chiunque”. Può sembrare una buona strategia: siamo 8 miliardi di persone al mondo, se parliamo a tutti è più facile che qualcuno scelga il nostro prodotto, no?


Be’, no. Se il target è troppo ampio, il risultato è che:

  • Il numero di competitor è elevato, perché il problema che l’app intende risolvere è facile da individuare
  • Il marketing è meno specifico e più costoso
  • La retention è bassa: un problema di tutti è, in pratica, un problema di nessuno


Per queste ragioni ha più senso avere una nicchia di utenti in mente. Non vuol dire che altri utenti non useranno l’app, ma è questo il pubblico a cui in primis ci si rivolge e su cui si baseranno le decisioni strategiche.


Risolvere un problema di pochi garantisce una platea di fedelissimi, che non solo useranno l’applicazione perché si rivolge strettamente a loro, ma saranno anche disposti a sostenerla economicamente, pur di trovare soluzione a un problema che li coinvolge.


Non investire sul marketing (o farlo a caso)

Uno degli errori che vediamo più spesso è quello di non saper adottare una buona strategia di marketing. Ma attenzione: ciò non significa solamente investirci del capitale.


Molti team si concentrano prima sul terminare il prodotto, poi sulle tecniche di mercato. O, peggio ancora, spendono il budget in sponsorizzate, ma senza nessuna cognizione di causa.


Il punto non è “sponsorizzare”, ma avere un funnel consapevole: a partire da come l’utente viene a conoscenza del prodotto, fino al momento in cui decide di rinnovare un abbonamento, il percorso dell’utente deve essere studiato e compreso.


Perché sia possibile supportare l’adesione dell’utente in ogni step è essenziale il tracciamento delle metriche core. è infatti impossibile intervenire su un processo che non funziona senza sapere dove e perché non funziona.


E tu sai dire quanto ti costa l’acquisizione di ogni utente, o in quale fase stai perdendo i tuoi utenti? Se la risposta è no, prima di investire altro denaro su Meta, Google o chi per essi, devi acquisire maggiore consapevolezza su quali siano i problemi del tuo prodotto.


Sviluppare tante feature, ma con poco impatto

Un altro errore comune è quello di non concentrarsi sulle feature più importanti. Focalizzare l’attenzione su molte piccole cose, spesso guidati dalla richiesta isolata di un singolo utente, porta a perdere di vista il vero valore del proprio prodotto.


A volte si confonde la presenza di tante funzionalità con il progresso; ma per un prodotto digitale il progresso è misurato in numero di utenti attivi, utenti che sottoscrivono un abbonamento o che utilizzano l’app ogni giorno, e non nella quantità di feature presenti.


Una roadmap infinita di funzioni da aggiungere, schermate che sembrano indispensabili e utility che non userà nessuno sono indice di una mancanza di focus. Il rischio è quello di disperdere le energie cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte.


Molto meglio investire le risorse in una singola metrica da migliorare entro un intervallo di tempo prestabilito e, su questa base, stabilire quali (poche) funzionalità siano strettamente necessarie. Un prodotto che funziona fa poche cose, ma le fa bene.


Come puoi far crescere la tua applicazione

Se ti sei riconosciuto in almeno alcuni dei motivi che compromettono la crescita del tuo prodotto digitale e ora stai chiedendoti come rialzarti dalla situazione attuale, in questo paragrafo ti diamo delle indicazioni concrete su come procedere.


Inizia dall’analisi dei dati che possiedi, e se non ne possiedi, inizia a raccoglierli. Ci sono molti tool che possono aiutarti in questo, come ad esempio Google Analytics.


Individua il tuo pool di utenti, conducendo interviste complete, che identifichino cosa è veramente importante per chi l’app la usa sul serio. Contestualmente, analizza anche i tuoi competitor, a partire dalle soluzioni alternative che gli utenti trovano. 


Infine, scopri dove il flusso è bloccato attualmente. Su questa base, scegli una metrica da migliorare e investi lì le tue risorse. Concretamente ciò significa:

  • Attivare il monitoraggio
  • Migliorare o sviluppare SOLO le feature connesse a questo blocco
  • Investire in marketing mirato agli utenti che si trovano in questa fase del flusso


Molto spesso le app non falliscono perché mancano le idee o quelle che ci sono non sono sufficientemente buone. Il problema è spesso che vogliono strafare, senza una direzione chiara e senza ascoltare gli utenti.


Se ti senti sopraffatto da questa roadmap, ti sembrano troppe iniziative da applicare in un solo momento e hai paura di non riuscire a fare tutto da solo… Non farlo. Chiedici una mano: saremo lieti di spiegarti come funziona il nostro usability check.


L’abbiamo fatto per altre aziende e possiamo farlo anche per te. Possiamo guidarti nella scelta delle priorità, negli step da portare a termine e portare la tua attenzione sui problemi del tuo prodotto digitale.