Parliamo di Easter Eggs

15.04.2020

Ti è mai capitato di utilizzare un software e trovarti davanti ad un certo punto qualcosa di inaspettato? Non un errore o un avviso, ma magari una schermata o una frase simpatica che non ti aspettavi.

Probabilmente, allora, hai scoperto un easter egg! Gli easter eggs sono dei contenuti nascosti, spesso di natura simpatica, che gli sviluppatori inseriscono nei loro prodotti. Non sono bug, sono voluti e spesso per trovarli bisogna cercare parecchio.

Il nome, che letteralmente significa “Uovo di Pasqua” (siamo ancora in tema, dai) deriva da un tradizione pasquale anglosassone: quella di nascondere e poi cercare delle uova colorate in giardino. Il programmatore di Atari Steve Wright ha poi coniato il termine a livello informatico: allo stesso modo ci si riferisce a delle sorprese nascoste nel software, che non aspettano altro che essere trovate.

Gli easter eggs sono spesso presenti nei videogiochi, anche in quantità abbondante (o infinita), ma se ne possono trovare anche in software per la produttività. Vediamone insieme qualcuno!

Google e i suoi prodotti

Google è famosa per i suoi easter eggs. Ce ne sono praticamente in ogni prodotto, da Google Maps ad Android Assistant. Spesso cambiano in base ad avvenimenti particolari. Eccone qualcuno di simpatico.

Cercando “recursion” su Google un suggerimento ci dirà: “Forse stavi cercando recursion”, portandoci alla stessa pagina con lo stesso suggerimento in modo ricorsivo, appunto.

Su Google Sheets (ovvero l’alternativa online di Google ad Excel), invece, basta aprire un nuovo foglio di lavoro e scrivere le lettere p”, “r”, “i”, “d”, “e nella prima riga, una lettera per casella, per ritrovarsi il foglio con i colori dell’arcobaleno.

Per non parlare del famosissimo T-Rex pixelato che su Google Chrome si lancia in una corsa infinita, controllato dall’ utente, quando la connessione ad internet si interrompe! E sempre Chrome, in versione mobile, mostra una faccina sorridente al posto del contatore di tab aperte se queste sono più di cento.

E ti è mai capitato di aprire la pagina principale di Google e trovare un’illustrazione o un gioco animato al posto del classico logo colorato? Quelli sono i famosi Doodle, e solitamente compaiono per ricordare un avvenimento, ad esempio la nascita di un grande artista o l’invenzione di un oggetto rivoluzionario. Si possono trovare tutti qui.

Doodle per commemorare la nascita di Gino Bartali

Wordpress

Quello di Wordpress è un easter egg che va a scherzare sul fatto che nessuno legge mai i termini di servizio dei software. In mezzo ai propri termini di servizio c’è infatti una frase che recita: “Se stai davvero leggendo questo, ecco una sorpresa per te”, seguita da questo link. Nessuno spoiler qui.

Amazon

Amazon, il colosso di e-commerce e servizi web, nei lunghissimi termini di servizio per la piattaforma AWS non assicura la continuità del servizio in caso di apocalisse zombie, ma solo se certificata dall’ente americano per il controllo delle malattie, come si può vedere nell’immagine qua sotto.

Flickr

Flickr ha deciso di inserire una ASCII art nel suo sito. Non visibile a tutti però: solo a chi ha la curiosità di andare a ispezionare il codice sorgente della pagina. Seguito da un link per le domande di lavoro. A Flickr piacciono i curiosi, diciamo.

Netflix e Marvel

Cercando su Netflix “Excelsior” si verrà linkati ad una pagina denominata “Stan Lee’s Univese”, un tributo a Stan Lee e Marvel in cui si viene catapultati cercando appunto la sua signature.

Ryanair

Qualche tempo fa qualcuno si è accorto che, nell’app della compagnia di volo low-cost Ryanair, selezionando le date per un nuovo volo, scegliendo come data di ritorno una data precendente a quella di andata, compariva un messaggio alquanto particolare:

“E’ un aereo, non una macchina del tempo! La data di ritorno non può essere precedente a quella di partenza.”

Il messaggio non è però piaciuto agli utenti, e neanche a noi: innanzitutto è sempre sbagliato prendere in giro l’utente, ma soprattutto anche il messaggio di errore sarebbe stato evitabile, disabilitando le date precedenti a quella di andata, una volta selezionata. Gli easter eggs devono essere simpatici, non accusatori.


Conclusioni

Insomma, a mettere delle sorprese nei propri prodotti non sono solo le software house che fanno videogiochi! Alla fine non c’è nulla di male. Noi pensiamo che gli easter eggs siano una cosa positiva: mostrano all’utente che i servizi e i prodotti offerti sono curati al minimo dettaglio, non solo in quello che non si nota, ma anche in parti nascoste di proposito, a patto che siano studiati bene (vero, Ryanair?).

Ci sono easter eggs nel nostro sito? Non ancora, ma ci stiamo pensando! Nel frattempo abbiamo aggiunto qualche dettaglio per gli occhi più acuti. Riesci a trovarli?

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In alternativa possiamo giocare a calcio balilla o fare una partita di ping pong in ufficio. Abbiamo anche una macchina per fare le granite. Insomma, contattaci per qualsiasi cosa, no televendite però.

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